Download
Televisione Comunitaria.pdf
Documento Adobe Acrobat 49.6 KB

 

La televisione comunitaria

 

La Televisione comunitaria Secondo l'art. 16 della legge i gestori dei servizi radiotelevisivi, sia nazionali che locali potevano gestire il servizio o sotto forma di società lucrative, oppure in modalità comunitaria in assenza di fine di lucro. In concreto non si è avuto in ambito televisivo alcun esempio di TV nazionale a carattere comunitario, mentre sono presenti in campo radiofonico. La legge 422/1993, introduce novità in materia: precedentemente vi sono stati casi di ricorsi al TAR del Lazio per il riconoscimento anche per le TV. La possibilità per le organizzazioni non lucrative di trasmettere programmi televisivi era stata pensata in un ambito di pluralismo culturale, ma la vivacità che ha caratterizzato il mondo radiofonico non si è potuta replicare in campo televisivo perché la soglia minima di investimenti tecnici era più elevata.  Tra l'altro anche le provvidenze pubbliche sono state più larghe in campo radiofonico che in quello televisivo, anche questo fatto ha portato all'affermazione delle televisioni commerciali. Per quello che riguarda le TV locali la diffusione ha avuto una diffusione maggiore nelle aree in cui sono state meno presenti le TV commerciali. Alle televisioni comunitarie non è precluso trasmettere pubblicità, ma i limiti sono molto più stringenti: il 5% cioè 3 minuti ogni ora di trasmissione. Secondo i dati del 1998 le televisioni comunitarie erano oltre 250, ma il loro peso effettivo nel panorama televisivo italiano, era di gran lunga inferiore. Da allora si è assistito alla chiusura di molte di quelle esperienze, con qualche caso di passaggio alla web TV. La formula di televisioni non commerciali, ma legate a realtà di tipo diverso come i partiti è ripresa a partire dal 2007. Proprio lo schieramento politico a cui fa riferimento il polo maggioritario delle televisioni commerciali ha iniziato con la TV della Libertà esperienza durata un anno, che trasmetteva sul satellitare ed anche ripetuta in analogico da una serie di TV locali. L'opposto schieramento ha creato YouDem che ricalca, persino nel nome, l'esperienza di YouTube ma che è trasmessa anche in satellitare.