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Cesare Vittore Luigi Tallone 

(Savona, 11 agosto 1853 – Milano, 21 giugno 1919) 

 

Unico figlio maschio (con tre sorelle) nasce a Savona dove il padre (Pietro), ufficiale dell'esercito piemontese,era di servizio. In seguito lo seguì a Parma, nel 1860, quando questi vi fu assegnato a dirigere il real collegio militare. Dopo la morte precoce del padre (nel 1863, a soli 47 anni), si trasferisce con la madre (Teresa Macario) ad Alessandria, città dove questa era nata. Precocemente attratto dalle arti figurative, Cesare Tallone entrò, dodicenne, nella bottega di Pietro Sassi, pittore locale; il suo talento fu presto riconosciuto, grazie all'aiuto di un mecenate (Domenico Boratto di Alessandria), poté iscriversi, a diciannove anni all'Accademia di Brera nel novembre 1872. Allievo di Giuseppe Bertini, ha compagni di studio Previati, Spartaco Vela, Gola, Segantini. Nel 1873 entra a far parte della "Famiglia artistica", un sodalizio animato da Vespasiano Bignami, in cui si ritrovavano esponenti della scapigliatura e delle altre correnti d'arte del tempo come Cremona, Ranzoni, Giuseppe Grandi, Giovanni Segantini, Eugenio Gignous, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Gaetano Previati, e molti altri. Nel 1877 avvine il suo esordio all'Esposizione annuale di Brera; cominciarono per lui i primi riconoscimenti. Nel 1880 fu a Roma dove conobbe Gemito, Mancini e Michetti e dove lavorò intensamente. Nel 1884 vince il concorso per la cattedra di Pittura all'Accademia Carrara di Bergamo, che detenne fino al 1898, quando passò a Milano, all'Accademia di Brera, dove insegna dal 1899 fino alla morte. Nel 1885 vince il concorso per la cattedra di pittura dell'Accademia Carrara. Il 18 aprile 1888 sposa Eleonora Tango, da cui ebbe nove figli: Irene (1889-1905), Emilia (1891-1943), Teresa (1893-1933), Guido (1894-1967), Cesare Augusto (1895-1982), Ermanno (1896-1963), Alberto (1898- 1968), Vincenzina (1899-1912), Giuditta (1904-1997) (due figli maschi morirono, di parto prematuro, nel 1890 e 1892; ancora studente, Cesare Tallone aveva avuto due figli, Enea e Maria, nel 1876 e nel 1879 da Paola Bellati). I suoi ritratti erano richiesti dalla famiglia reale:infatti eseguì vari ritratti del re Umberto e della regina Margherita. Giuseppe Pellizza da Volpedo si iscrisse ai suoi corsi alla Carrara. Poiché l'Accademia Carrara era interdetta alle donne, Tallone aprì una scuola femminile a palazzo Suardi, dove abitava. Nel 1897 espose alla Biennale di Venezia un ritratto della figlia Irene che venne acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Roma. 

Nel 1898 partecipa all'Esposizione Generale Italiana di Torino, nello stesso anno muore Giuseppe Bertini, il suo vecchio maestro di Brera, e Tallone venne chiamato a sostituirlo nel 1899. Continua ancora a lavorare con buoni risultati, ma si ammala alla fine di marzo 1919 e dovette lasciare l'insegnamento. Muore all'ospedale Fatebene Fratelli.

 

Bibliografia 

 

 

Gigliola Tallone, Cesare Tallone,Electa Mondadori, 2005

Manuel Carrera, Una ritrattistica manciniana nelle collezioni della GNAM. Da Cesare Tallone agli artisti della Secesisone Romana.