Novecento Film

 

Novecento film del 1976 diretto da Bernardo Bertolucci, fu presentato fuori concorso al 29° Festival di Cannes. 

 

 Trama :

 

 

Il film narra la storia di due italiani nati entrambi il 27 gennaio 1900 nello stesso luogo (un azienda agricola emiliana), ma su fronti opposti: Alfredo è figlio di ricchi proprietari,i Berlinghieri, Olmo è figlio di Rosina, contadina, della medesima azienda. In una scena si vede Giovanni padre di Alfredo, pronuncia parole affettuose nei confronti di Olmo invitandolo dolcemente a rientrare in casa, potrebbe lasciar intendere che Alfredo sia fratellastro di Olmo. Le lotte contadine e la Grande Guerra dapprima, e  il fascismo con la lotta partigiana per la Liberazione poi, sono al centro dei fatti che si susseguono, con al centro, e per il filo conduttore, la vita dei due nemici – amici, impersonati in età adulta da Gèrad Depardieu (Olmo) e da Robert De Niro (Alfredo). Burt Lancaster, nel ruolo del nonno di Alfredo, e Donald Sutherland nel ruolo violento, cinico e spietato Attila, chiamato con la sua ferocia asservita al potere e rappresentare l’arrivo devastante del fascismo in un paese dove la ricca borghesia iniziava a temere le varie organizzazioni socialiste a difesa dei lavoratori, sono alcuni degli altri indimenticabili volti di questa pellicola. L’ultima parte del film si riallaccia alle scene iniziali, quando, durante il sospirato giorno della Liberazione, Attila viene finalmente giustiziato nel cimitero, di fronte alle tombe delle sue vittime, e Alfredo viene preso in ostaggio da un ragazzino armato di un fucile ricevuto dai partigiani. Olmo, creduto morto, ricompare ed inscena un processo sommario al Padrone Alfredo Berlinghieri. Il legame di amicizia prevale e Olmo “ condanna” Alfredo ad una morte virtuale (in realtà sottraendolo al linciaggio), inizialmente poco compresa dagli altri paesani, ma alla fine coralmente accettata con una sfrenata e liberatoria corsa nei campi, sotto l’enorme bandiera rossa cresciuta e tenuta nascosta durante il ventennio. Sopraggiungono, con autocarri, rappresentanti del Comitato di Liberazione Nazionale, incaricati del disarmo dei partigiani. Proprio Olmo accetta per primo di deporre il fucile dopo aver sparato in aria per simboleggiare l’esecuzione della parte vile e malvagia del suo amico più caro. Alfredo ed Olmo iniziano così a scherzare di nuovo, accapigliandosi come bambini. Il film si chiude su due amici che, ormai anziani, continuano ad azzufarsi nei luoghi dell’infanzia, con Olmo che continua, come faceva da bambino, a sentire la voce del padre ( mai conosciuto) in un palo del telegrafo e Alfredo che goliardicamente si uccide come da piccolo si stendeva per gioco e imitando lo spericolato Olmo sulle traversine dei binari del treno in arrivo. 

 

 Curiosità :

 

Nei cinema italiani il film venne proiettato, con grande successo, in due fasi successive ( Novecento Atto I e Novecento Attto II ).

 

Negli Stati Uniti si dovette proporre una solo pellicola ridotta a quattro ore (comunque troppe per le sale americane), ma questo film non ebbe successo.

 

Il film fu sequestrato per oscenità e blasfemia  del Pretore di Salerno nel settembre del 1976. Il giudizio era dovuto in parte alla scena di pedofilia perpetrata di Attila ai danni di un ragazzino e per la bestemmia in dialetto perpetrata da un contadino ritardato e sdentato. Fu successivamente giudicato no osceno da un tribunale e rimesso in circolazione. 

 

Location :

 

Il film è stato girato  in Provincia di Parma, in Provincia di Cremona, in Provincia di Reggio Emilia e in Provincia di Montava. La fattoria in cui si è svolto il film è l’azienda agricola ”Corte della Piacentine” situata a Roncole Verdi, frazione di Busseto. I luoghi sono quelli di Giovanni Guareschi e Giuseppe Verdi. Infatti il primo è sepolto a Roncole Verdi, mentre il secondo è nato a Roncole Verdi come ricorda lo stesso nome della frazione . Molte scene furono girate anche a Rivarolo del Re ed Uniti (CR) , Guastalla (RE), e a San Giovanni in Croce (CR) . Nel mantovano la troupe girò alcune scene al santuario delle Grazie di Curtatone e in villa di San Prospero di Suzzara mentre nel cimenitero vecchio di Poggio Rusco venne girata l’esecuzione del fascista Attila. Anche nel palazzo Canossa e nell’omonima piazza del centro storico di Mantova furono filmate scene del film. La scena del treno che passa sul mare è stata girata tra le gallerie del Cinque Terre, vicino a Rio Maggiore, in Provincia di La Spezia.

 

 

Sul set del film il regista Gianni Amelio giro il documentario Bernardo Bertolucci secondo il cinema. Bertolucci racconta che durante le riprese la troupe del suo film sfidò più volte in avvicenti partite di calcio la troupe del film Salò e le 12 giornate di Sodoma che Pier Paolo Pasolini stava girando proprio nelle vicinanze. Le riprese del film Novecento durarono circa due anni, una curiosità del film è che fa fondo ai titoli del film il quadro di Giuseppe Pellizza da Volpedo “Quarto Stato” .