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Noi Vivi

 

Trama

 

 

Nel 1922, la giovane Kira, figlia di commercianti impoveriti dalla Rivoluzione, si trasferisce dal Caucaso a Pietroburgo per studiare Ingegneria. Viene ospitata dalla famiglia Dunaiev, il cui figlio Victor, è attratto da lei e la implora di attenuare la sua posizioni anti bolsceviche. Kira, però, incontra un giovane misterioso e sconosciuto ed è di lui che la ragazza si innamora.

 

Denunciati da Sjerov, giovane studente fanatico, Kira viene arrestata, mentre Leo, che è in realtà il figlio di un Ammiraglio zarista fucilato dai rivoluzionari, riesce a fuggire. Durante l'arresto, Kira viene difesa da Andrej, commissario politico, che si innamora di lei e si adopera per ottenere la sua liberazione, nonostante l'opposizione di Sjerov ed i sospetti che con tale comportamento attira su di sé. Kira, liberata, riallaccia i rapporti con Leo, ed i due giovani decidono di fuggire via mare all'estero, ormai persuasi di non avere un futuro nel proprio Paese. Il tentativo però non riesce perché la loro imbarcazione viene intercettata ed affondata. Loro riescono a salvarsi, ma nella disavventura Leo si ammala di tisi ed ha necessità di essere inviato in un sanatorio in Crimea. Per ottenere queste cure Kira ricorre all'intervento di Andrej e si rassegna a diventarne l'amante.

 

Note cinematografiche

 

Paese di produzione: Italia

 

Anno: 1942

 

Durata: 94 min

 

Colore: B/N

 

Audio: sonoro

 

Genere: drammatico

 

Regia: Goffredo Alessandrini Soggetto: Ayn Rand

 

Sceneggiatura: Corrado Alvaro, Anton Giulio Majano, Orio Vergani

 

Casa di produzione: Scalera Film, Era Film

 

Distribuzione: Scalera Film Fotografia: Giuseppe Caracciolo

 

Montaggio: Eraldo Da Roma

 

Musiche: Renzo Rossellini

 

Scenografia: Andrei Bessborodoff

 

Attori:

 

Alida Valli

 

Fosco Giachetti

 

Rossano Brazzi

 

Emilio Cigoli

 

Giovanni Grasso Jr

 

Annibale Betrone

 

Elvira Betrone

 

Sennuccio Benelli

 

Cesarina Gheraldi

 

Silvia Manto

 

Bianca Doria

 

Lamberto Picasso

 

Claudia Marti

 

Evelina Paoli

 

 Note:

 

Prodotto dalla "Scalera" nei propri stabilimenti romani, il film non fu l'unico di impronta propagandistica realizzato nel 1942 da questa importante Società, che nello stesso anno presentò anche Alfa Tau! e Giarabub, ancora di Alessandrini, anche se alternati a pellicole di tutt'altra natura come il pre-neorealista I bambini ci guardano o il comico - parodistico Il fanciullo del West. La lavorazione iniziò alla metà di giugno 1942 ed andò avanti per tutta l'estate. Sorsero delle difficoltà quando ci si accorse che, arrivati alla metà del libro, il film era già lungo due ore: le riprese furono sospese per due settimane e fu a quel punto che si decise di risolvere il problema dividendolo in due pellicole da distribuire separatamente.

 

Tutti gli ambienti, comprese le scene in San Pietroburgo con la neve (finta), furono ricostruiti negli interni dei teatri di posa, ricorrendo ai due scenografi di origine russa Andrej Bessborodoff e Georg Abhkazy. La "Scalera" si proponeva l'obiettivo di presentare Noi vivi alla Mostra di Venezia, ma per diverse settimane si dubitò di riuscire a completarlo per tempo, tanto che, ancora alla fine di agosto si annunciava che il film era sempre in lavorazione e non sarebbe stato presente.

 

Il film di Alessandrini ebbe con la censura una vicenda paradossale. Generalmente considerato, nonostante che il regista abbia poi negato questo assunto, come un'opera di propaganda anticomunista e quindi gradito al Regime in un momento in cui letruppe italiane combattevano in Russia, esso ne fu successivamente osteggiato e contrastato. Secondo lo storico J.A. Gili si trattò di una «svista della censura.

 

Non si era accorta che il film descriveva un'atmosfera dittatoriale più simile all'Italia fascista che alla Russia sovietica». 

 

Scena di Noi vivi in cui appaiono Fosco Giachetti, il cui personaggio emerge in modo positivo nel film, ed Alida Valli.

 

La cosa fu aggravata dal fatto che il personaggio maschile che risultava più umano, onesto e generoso, era quello del commissario del popolo comunista interpretato da Giachetti, che si innamora di Kira e del suo messaggio libertario.

 

A tale proposito l'attore ha raccontato delle pressioni subite (e respinte) da parte di esponenti fascisti affinché con la sua interpretazione rendesse quella figura più odiosa.

 

Vi furono anche dei rapporti dell'OVRA che riferirono di commenti bisbigliati tra il pubblico di un cinema romano, tanto che Noi vivi diventò noto come "il film delle gomitate nel buio" e fu ribattezzato ironicamente "Noi poveri" o "addio lira".

 

Le preoccupazioni del Regime portarono quindi, nonostante il grande successo di pubblico, al blocco  del film, che fu ritirato dalla circolazione con la distruzione di molte  copie.

Benché  arrivato  alla Mostra  di  Venezia all'ultimo  momento, Noi vivi riuscì  comunque  ad  ottenervi un  premio,  anche se  di  secondo  piano:

 

l'ambita Coppa Mussolini fu infatti attribuita a Bengasi, mentre Il film di Alessandrini ottenne invece, in compagnia di altre quattro opere, sia italiane che estere, il Premio della Biennale.

 

Biografia:

 

AA.VV. Le città del cinema. Produzione e lavoro nel cinema italiano. Napoleone Edit. Roma, 1979

 

AA.VV. Il cinema, grande storia illustrata, Istituto Geografica De Agostini Edit. Novara, 1981

 

Francesco Savio: Cinecittà anni Trenta. Parlano 116 protagonisti del secondo cinema italiano (3 voll.) Bulzoni Editore, Roma, 1979

 

Paolo Mereghetti: Il Mereghetti 2014, Baldini e Castoldi Edit. Milano, 2013

 

Pietro Cavallo, Viva l’Italia. Storia, cinema ed identità nazionale, 1962. Liguori Edit. Napoli, 2009

 

Jean A. Gili Stato fascista e cinematografia: repressione e promozione Bulzoni Ed. Roma, 1981