Il mistero della Natività con I santi Francesco e Lorenzo del Caravaggio rimane insoluto rispetto alla convizione o meno che il pittore abbia fatto permanenza nella città di Palermo per la realizzazione dell’opera o piuttosto essa sia stata spedita da Roma all’oratorio di San Lorenzo nel 1600.

 

L’opera rappresenta la Madre che si solleva da terra appoggiandosi ad un povero ripiano guardando il bambino Gesù disteso nudo per terra sopra un panno con drappeggio bianco disteso a terra che fa da contrasto con I colori scuri dell’intera opera. I personaggi attorno a Maria e Gesù sono tutti malinconici avvolti da una atmosfera immobile fattà di povertà e desolazione.

Pare che Caravaggio sia stato in Sicilia anche a Messina presso I confratelli della compagnia di San Francesco d’Assisi, seconda commissione dopo Palermo.

 

Non si sa quanto lunga sia stato il soggiorno del Caravaggio pare che abbia lavorato a Roma e poi l’opera sia stata spedita. Infatti pare che abbia eseguito altri lavori per l’oratorio di San Lorenzo tra il 28 luglio e il 6-9 agosto del 1600 per l’altare maggiore e in un documento romano del 5 aprile del 1600 pare che un mercante senese, Fabio Nuti gli abbia commissionato un quadro con figuris non ben specificato, anche se la larghezza del quadro si discosta dalla Natività per alcuni centimetri, quindi è dubitale che I due quadri siano corrispondenti.

 

L’opera fu rubata nel 1969 in quanto nell’oratorio non erano presenti sistemi di allarme e il furto venne scoperto da una custode. Subito scattò l’allarme e iniziarono le ricerche. La prima ipotesi prevede che sia stata la mafia stessa a commissionare il grave furto che sarebbe poi andato sotterrato nelle campagne di Palermo. Un pentito Vincenzo La Piana indicò un luogo preciso in cui il dipinto però non fu trovato. Altre notizie arrivarono nel 1980 dal giornalista Peter Watson il quale affermò di avere avuto contatti con un mercante d’arte che gli aveva proposto di vendere la Natività nella provincia di Salerno.

 

Nel 1996 il collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia confessò di essere stato tra gli autori del furto che andò distrutto mentre, arrotolandolo di danneggiò per portarlo via dall’Oratorio. Ma si accertò che si riferiva ad un altro quadro di Vincenzo da Pavia e collocato in una chiesa vicina.

Altri mafiosi come Gaspare Spatuzza e Salvatore Cancemi affermarono come il quadro fosse diventato simbolo di magnificenza e mostrato in privato da famiglia in famiglia ed esposto come simbolo del potere mafioso fino ad arrivare ad essere collocato in una stalla dove andò rosicchiato da topi e maia e distrutto.

Nonostante ciò si crede che un giorno possa andare ritrovata. Oggi la Natività è tra le prime dieci opere più ricercate al mondo e vale venti milioni di euro.

 

A Palermo rappresentava una matura opera di varietà stilistica, di arte e cultura tale da essere annoverata come l’opera più rigenerante di Caravaggio in Sicilia.