Enrico Manera

Asmara, Eritrea 1947

 

“Il Gran Guignol della pittura” come correttamente definito da Maurizio Sciaccaluga, è un provocatore nato e come tale è uno degli italiani che ha riportato gli occhi del mondo sulla nuova arte figurativa del bel paese. Non perde occasione di ridicolizzare la società attuale e le sue insite contraddizioni. “Nelle sue mani, infatti le icone del contemporaneo proiettano la pittura in quei rutilanti, trionfanti e futuribili universi di creatività e fantasia che sono il fumetto, il cinema e pubblicità…” 

I simboli delle case cinematografiche di Hollywood (Paramount, Columbia, Twenty Century Fox), i personaggi dei cartoni animati (Topolino, Batman), l’annuncio del terzo millennio, sono rappresentati nelle sue opere con uno stile originale, spiritoso e affabulante. La pittura lo interessa come finzione che esalta l’oggetto, il prodotto, la merce della società consumistica: Manera gioca una partita che è al contempo adulatoria provocatoria e demistificante. Nel suo celebre “Bozzetto originale per simultanea” rappresenta il tema dell’annuncio del nuovo millennio, molto sentito e mercificato nella società consumistica: la mano del robot e quella dell’Adamo di Michelangelo che si toccano nello spazio è tra le immagini realizzate per la Zecca e il Poligrafico dello Stato nel 1999, scelta per il primo francobollo del Terzo Millennio. 

Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti a Roma collabora con le gallerie, attirando l’attenzione della critica, esponendo tra gli altri con Carla Accardi ed Enrico Baj, e dal 1979 inizia il sodalizio con Mario Schifano e con gli altri esponenti della “Scuola di piazza del popolo” Franco Angeli e Tano Festa. Le sue sperimentazioni però si sviluppano su percorsi di ricerca più personali, esprimendosi attraverso il riutilizzo delle immagini tratte dai fumetti. Nel 1980 è invitato alla mostra “20 anni di segnali”, dove ottiene il premio Salvatore Basile per l’omaggio a Pino Pascali. Dal 1982 apre lo studio a San Francisco. Nel 1988 ritorna a Roma per prender parte ai funerali di Tano Festa a cui dedica una mostra dal provocatorio titolo “Pensione Bronsky”.

A inizio anni novanta, allestisce innumerevoli mostre in Europa e America; nel 1997 gli viene commissionata una mostra dedicata a Sergio Leone al Museo civico di Spoleto; nel 1998 dedica un ciclo di opere, esposte all'Ex Mattatoio di Roma, a Massimo Troisi dal titolo “Cuore d’artista”. Le sue opere sono acquistate da collezionisti lungimiranti e da collezioni istituzionali prestigiose; l’Alitalia lo invita ad esporre a Milano presso l’aeroporto di Malpensa, in catalogo uno scritto di Achille Bonito Oliva. La Regione Emilia Romagna gli dedica una personale che raccoglie opere che vanno dalla metà degli anni ’70 al 2001. La casa editrice Maretti e Wilde Publisher pubblica un suo libro dedicato ad Angeli, Festa e Schifano dal titolo “Cafe' des artistes”.

 

 

Filmografia

 

Omicidio per appuntamento, regia di Mino Guerrini (1966)

 

La Bibbia, regia di John Huston (1966)

 

Bill il taciturno, regia di Massimo Pupillo (1967)

 

Rangers attacco ora X, regia di Roberto Bianchi Montero (1969)

 

"Fellini Satyricon", regia di Federico Fellini (1969)

 

Lo sceriffo di Rockspring, regia di Mario Sabatini (1971)

 

La lunga ombra del lupo, regia di Gianni Manera (1971)

 

Giordano Bruno, regia di Giuliano Montaldo (1973)

 

Ordine firmato in bianco, regia di Gianni Manera (1974)

 

Cappotto di legno, regia di Gianni Manera (1981)