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E' caduta una donna 

 

Trama

 

Dina, incinta, viene lasciata dal suo fidanzato Giovanni che, cedendo alla pretese della madre, sposa una donna ricca. La ragazza fugge a Milano dove pensa di abortire e,a tale scopo, si rivolge ad un medico, Roberto Frassi, che però la dissuade e la assiste nella gravidanza. Diventata madre di un maschietto,Dina trova lavoro come indossatrice presso una casa di moda. Presto si fa notare per l'eleganza ed avvenenza e ciò le procura molti spasimanti, tra i quali anche Fabbri ricco industriale che al termine di un veglione, le chiede di sposarlo promettendole una vita agiata. Dina però rifiuta perchè vuole restare con il suo bambino. Proprio in occasione di quella festa Dina ha rivisto dopo molto tempo il dottor Frassi; i due iniziano di nuovo a frequentarsi, poi l'affetto si trasforma in amore e decidono di sposarsi. Però la condizione di ragazza madre di Dina incontra molta riprovazione nella famiglia del medico, che taglia i rapporti con lui. Anche Frassi nonostante fosse a conoscenza del passato di Dina, mal sopporta un figlio non suo. Tutte queste difficoltà incrinano la serenità della coppia e provocano tra i due coniugi un progressivo allontanamento. Un giorno ricompare la madre del suo ex fidanzato, che nel frattempo è morto. L'anziana donna chiede a Dina di poter adottare il bambino, unico ricordo che le resta del figlio. Dina dapprima rifiuta con sdegno, poi nella speranza di recuperare il rapporto col marito, si fa convincere ad accettare la richiesta. Ma all'ultimo momento ci ripensa e, sconvolta, si precipita verso la stazione per cercare di riavere il bimbo che intanto, in sua assenza, è stato portato via. Nella sua corsa disperata viene travolta da un camion. Morirà senza riprendere conoscenza nello stesso ospedale in cui aveva dato alla luce il figlio. 

 

Note  

 

E' caduta una donna è la versione cinematografica dell'omonimo romanzo di Milly Dandolo pubblicato nel 1936. La Dondolo partecipò anche alla stesura della prima versione della sceneggiatura, che, però, dovette poi essere rifatta in quanto il produttore Scalerea impose l'eliminazione della figura del fantasma di Dina, la cui presenza era prevista per tutto il secondo tempo del film. Le riprese del film iniziarono a Milano alla fine di febbraio del 1941, con le prime scene girate all'ippodromo di San Siro dove furono realizzate delle inquadrature di corse di trotto, a differenza della tradizione di quello stadio dedicato al galoppo. L'importanza dell'occasione comportò la presenza di cavali delle migliori scuderie e di provetti fantini coinvolti per l'occasione, mentre una puledra nata proprio in quei giorni venne chiamata Isa Miranda. Altre scene milanesi furono girate a San Babila ed in Via dei Capuccini, dove fu ambientata la scena del mortale investimento di cui resta vittima Dina. Un cura particolare fu posta nella realizzazione degli eleganti costumi della Miranda. Successivamente la Troupe si trasferì a Roma, dove la lavorazione fu completata presso il Teatro 2 degli stabilimenti Scalera. In questa pellicola debuttò Carla Martinelli, presentata dalla produzione come “una nuova, graziosa, attrice” che, però, al pari di tante altre giovani esordienti del periodo, scomparve quasi subito dagli schermi.

“Autori Associati ” fu una società fondata nell'aprile del 1940 da diversi scrittori e sceneggiatori del cinema con l'intento di mettere in comune il lavoro artistico evitando dannose concorrenze. Tra i 10 fondatori di questa associazione professionale 

vi furono Corrado Alvaro, Leo Longanesi,Mauro Pannunzio e Cesare Zavattini. 

 

 

Bibliografia 

 

Francesco Savio: Ma l'amore no. Realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime (1930 – 1943). Sonzogno Edizioni Milano, 1975

 

Roberto Chiti,Enrico Lancia: Dizionario del cinema italiano, film Iº Vol. (1930 -1944) Gremese Editore Roma, 1993

 

Franca Faldini, Goffredo Fofi L'avventura storia del cinema italiano – Vol. Iº, Edizioni Cineteca di Bologna, 2012