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Domenico Induno

 

Milano, 14 maggio 1815 – 5 novembre 1878

 

 

Fratello maggiore di Gerolamo, inizia si da giovane a lavorare come apprendista presso l’orafo Luigi Cossa, il quale lo convince ad iscriversi all’Accademia di Brera, trovandolo particolarmente dotato nell’arte del disegno. Dal 1831 segue i corsi dapprima di Pompeo Marchesei, poi di Luigi Sabatelli e infine di Francesco Hayez, nelle sue prime opere, più volte ufficialmente premiate, è forte l’influsso di Hayez: si tratta di soggetti biblici o tratti dalla storia antica nei quali inserisce risvolti patriottici o soggetti carichi di sentimento. Nel 1840 espone Saul unto re dal profeta Samuele, tela commissionatagli dall’imperatore austriaco Ferdinando I per la galleria imperiale di Vienna. Per sfuggire ai motti alle repressioni austriache durante i motti milanesi del 1848 soggiorna prima in Svizzera ad Astano, dove sposa Emilia Trezzini, sorella del pittore Angelo, e poi a Firenze nel 1850. Nel 1854 Domenico viene nominato Socio Arte dell’Accademia di Brera, nello stesso anno espone il dipinto “Pane e lacrime”, acquistato dall’Hayez ed esposto l’anno successivo a Parigi, dove ottiene grande successo di pubblico e di critica. L’apice della carriera è segnata dal Al cader delle foglie, esposto nel 1859 insieme a soggetti domestici, incentrati sulle figure di donne intente a svolgere le faccende quotidiane. Dal 1860 comincia a lavorare al Bollettino di Villafranca, opera eseguita in più versioni, una fra queste commissionata da Vittorio Emanuele II, gli vale il titolo di Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro.

 

Muore a Milano il 5 novembre 1878

 

Bibliografia

 

Silvestra Bietoletti, Domenico Induno, Edizioni dei Soncino, 1992

 

Laura Casone, Domenico Induno, Catalogo online Argate della fondazione Cariplo. 2010