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Mariano Fortuny De Marzo

 

(Granada 11 maggio 1871 – Venezia 3 maggio 1949)

 

 

Mariano Fortuny, in catalano Marià Fortuny i de Madrazo, era figlio del pittore catalano Marià Fortuny i Marsal e Cecilia de Madrazo, figlia di Federico e nipote di Josè, entrambi artisti.

A tre anni, in seguito alla morte del padre si trasferisce con la madre a Parigi; dopo qualche anno, nel 1889, stabilisce il suo laboratorio nel Palazzo Pesaro Orfei, a Venezia. Pittore, stilista, scenografo e designer, si occupa di illuminotecnica, arti applicate. Al contrario dello zio, Mariano Fortuny si dirige più su uno stile classico, copiando nei musei le opere di antichi maestri. Nel 1895, Venezia fu ancora una volta capitale dell’arte e meta degli appassionati, con la prima Biennale, quindi luogo ideale per la sua formazione. Nel 1896 fu premiato con una medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Monaco di Baviera per il quadro Le fanciulle fiori; dopo tre anni espone un Ritratto, nel padiglione spagnolo alla Biennale di Venezia, e sposa Henriette Nigrin. Inizia ad appassionarsi al problema della luce, nell’incisione, usando punte sottilissime e morbide, per creare una trama complessa di segni, dove il rapporto tra luci ed ombre costituiva una texture. Da qui nasce l’interesse per la fotografia e per la Panoramic Kodak. Ancora oggi nell’archivio di Palazzo Fortuny, a Venezia, si conservano, oltre a dipinti, stoffe, lampade e arredamenti, anche negativi su vetro, per lo più ritratti e nudi femminili. La moglie nel 1906, organizza a palazzo Orfei, un piccolo laboratorio per la stampa dei tessuti, e nello stesso anno Fortuny fonda con la AEG una società per la realizzazione delle cupole a luce diffusa. Recupera l’abbigliamento greco, le stampe di Morris e motivi decorativi catalani, creando lunghe tuniche simili a quelle delle Korai, Delphos, con tessuti leggeri lavorati a piegoline sottilissime, o satin plissè, l’attuale plissettatura, con brevetto nel 1909, arricchito con perle di vetro, e che gli darà la fama di eccellente couturier, grazie anche all’esposizione internazionale delle arti decorative di Parigi. Durante la prima guerra mondiale entra a far parte a Venezia del Comitato per la salvaguardia delle opere d’arte, e subito dopo nel 1919, apre una fabbrica di tessuti d’arredamento per la produzione semi-industriale di cotoni stampati; arreda la sala da gioco dell’hotel Excelsior al Lido, il museo Metropolitan di New York, il Carnavalet di Parigi e casa Vanderbilt. Brevetta anche i suoi colori, il sistema policromo di stampa su stoffa e una carta particolare per stampa fotografica. Negli anni ’20 i suoi abiti si trovano sul mercato parigino e newyorkese, e in altre capitali europee. Nel 1922, il teatro alla Scala di Milano, adottò il suo sistema di illuminotecnica. In questi anni il Fortuny si dedica molto alla pittura, partecipando alle Biennali, dal 1922 al 1942, con esclusione del 1926 e del 1932, come espositore o commissario del padiglione spagnolo. Purtroppo le sanzioni applicate all’Italia dalla Società delle Nazioni, nel 1935, danneggiarono anche la produzione della fabbrica veneziana, così da doverla cedere; la fabbrica tuttora è esistente col marchio Fortuny. A Venezia, fa parte dei 27 artisti che contribuiscono alla decorazione della valigia di cartone che radunò attorno a sé l’Ordine de La Valigia. Muore all’età di 78 anni, nel suo palazzo veneziano, donato poi alla città, dalla vedova, Henriette Negrin, oggi Museo Fortuny. Oggi è sepolto al cimitero romano del Verano.

 

 

 

Bibliografia

 

Immagini e materiali del laboratorio Fortuny, catalogo, di S. Fuso – S. Mescola,Venezia, 1978

Mariano Fortuny fotografo, di I. Zannier

 

Mariano Fortuny Un magicien de Venice, di A. M. Deschodt, Parigi, 1979

 

Mariano Fortuny His life and work, di G. de Osma, New York, 1980

 

Mariano Fortuny collezionista, catalogo, di S. Fuso – M. Mescola, Milano, 1983

 

Fortuny nella belle époque, catalogo Firenze, Milano, 1984

 

Le arti minori dell’autore in Italia dal 1900 al 1930, di I. De Guttry – P. Maino – M.Quesada, Roma-Bari, 1985

 

Couture: the great fashion designer, di C. Rennolds Milbank, Londra, 1985

 

Fortuny e il teatro, di G. Isgrò, Roma, 1986

 

Modern fashion in detail, catalogo, di C. Wilcom – V. Mendes, Londra, 1991

 

Fashion collected, di T. Crow, New York, 1992

La pittura in Italia. Il Novecento, 1900-1945, P. Pistellato, Milano, 1992

 

Mariano Fortuny interprete di Wagner, in Wagner e l’Italia, catalogo, B. BuscaroliFabbri, Bologna, 1992

 

Fortuny (Fortuny y Madrazo), Mariano, in Dizionario biografico degli italiani, diFederica Di Castro, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma, 1997