Pieter Claesz

Berchem, 1598  –  Haarlem, 1º gennaio 1661

 

Pittore  olandese nacque a Berchem, cittadina nei pressi di Anversa, ma visse nei Paesi Bassi, ad  Haarlem  dove risulta sposato dal 1618.

Le sue opere, eseguite prevalentemente tra il 1621 e il 1657, sono documentate ed evidenziano la svolta artistica apportata da Claesz verso i banchetti, per lo più, monocromi evolventi, nel corso degli anni, verso una gamma di variazioni.

La trasformazione del suo gusto pittorico si manifesta dal passaggio delle opere giovanili, caratterizzate da sfondi a campana o di tendaggi e con un impianto talvolta occasionale, alle opere della seconda fase contraddistinte da un orizzonte più basso, un'organizzazione più articolata. In un terzo periodo creativo, il pittore elaborò con più attenzione il livello prospettico dei primi piani, impreziosendolo con riflessi argentati, armonie cromatiche soffuse come appare nella Natura morta del 1646 conservata a Praga.

In questa fase matura, appare pregevole la sintesi tematica, il virtuosismo immerso nell'incanto poetico e nella tonalità cromatica. Molti elementi del suo gusto tardivo si saldarono con quello giovanile di Willem Claesz Heda, che però evidenziò maggiore sensibilità nella luminosità e una maggiore liricità.

Tra i prosecutori di Claesz si può citare il pittore Roelof Koets.

Berchem Claesz, figlio di Pieter Claesz, nato nel 1620, divenne un famoso animalista.

 

 

Bibliografia

 

National Gallery of Art.

 

Ernst Gombrich, Dizionario della Pittura e dei Pittori, Einaudi Editore, 1997