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Sir Charles Spencer  Chaplin, (Charlie Chaplin)

(Londra, 16 aprile 1889 – Corsier – sur Vevey, 25 dicembre 1977)

 

 

Chaplin nacque nel sobborgo inglese di Walworth. I suoi genitori erano Charles Chaplin senior, attore di varietà e Hannah Harriette Hill, attrice conosciuta come  Lily Harley. Mentre Charles era piccolo, sua madre Hannah fu scoperta a commettere adulterio con un cantante (Leo Dryden), dalla relazione nascerà un figlio, Wheeler Dreyden, il fratellastro del quale Chaplin ne verrà a conoscenze molto più tardi. Il tradimento causa la fine del matrimonio. A causa delle precarie condizioni finanziarie, Charles e il fratello Sidney trascorsero due anni fra collegi e istituti per orfani a Lamberth. Charlie rimase orfano di padre a dodici anni. Le vicende dell’infanzia non impedirono al piccolo Chaplin di apprendere proprio dalla madre l’arte del canto e della recitazione. I primi passi sul palcoscenico li mosse assieme a lei alla tenera età di sette anni. Nel 1896 durante una recita in un teatro di varietà, Hannah fu sonoramente fischiata e costretta ad abbandonare il palcoscenico, a sostituirla venne mandato in scena il piccolo Charlie, cha ottenne un discreto successo cantando una canzone popolare dell’epoca. Nel 1898 si trasferì a Manchester, nei pressi di Belle Vue. Qui frequentò la scuola per tre anni. Grazie ad alcuni conoscenti del padre, entrò a far parte di un vera compagnia, formata tutti da enfants prodige (bambini prodigio), sotto la guida di Willian Jackson. La madre Hannah fu ricoverata per depressione. Nel 1903 Charles ottenne una piccola parte in Jim the Romance of Cockney, grazie alla quale ottenne la sua prima recensione favorevole sulla carta stampata; di lì a poco ebbe il primo ruolo fisso in teatro; quello dello strillone Billy in Sherlock Holmes (per la regia di Quentin McPherson). Intanto il fratello era tornato a Londra e aveva cominciato anche lui a lavorare in teatro: grazie alla migliorata posizione finanziaria, i due riuscirono a far dimettere Hannah dall’ospedale, anche se poco dopo ebbe una ricaduta. La madre trascorse gli ultimi sette anni della sua vita in una villa, donatale dai figli, in California, dove morì nel 1928. Tra il 1906 e il 1907 Chaplin lavorò nel Circo di Casey misto di varietà e numeri circensi. L’esperienza permise di familiarizzare con il mondo del circo e di entrare nella compagnia di Fred Karno, anche grazie al fratello Sidney, che già vi lavorava. La paga era di 3 sterline a settimana e il debutto avvenne nel 1906 con L’incontro di Calcio, in cui Charles interpretava la parte di un individuo senza scrupoli che tenta di drogare il portiere avversario prima dell’incontro. Il fratello maggiore ideava le pantomime e Charlie le doveva interpretare: così Chaplin imparò l’arte di esprimersi senza parole. Nel 1900 la compagnia di Karno iniziò la tournèe all’estero: dapprima a Parigi e, due anni dopo, negli Stati Uniti. Chaplin era il primo comico in A Night in an English Music Hall, atto unico di pantomima. Chaplin fu notato dal produttore Mack Sennett, che nel novembre del 1913 lo mise sotto contratto per la casa cinematografica Keystone. Era il primo contratto di Chaplin per una casa cinematografica. Il compenso fu di 175 dollari la settimana.  Nel 1914 Chaplin esordì al cinema con il cortometraggio Charlot Giornalista, in questo film non indossava i panni del “vagabondo”. Nel 1915 Chaplin interpretò il cortometraggio Il Vagabondo. Chaplin firma un contratto con la Mutual film per dodici corti, di volta in volta, fu cameriere, milionario, muratore, sfaccendato. Il pubblico lo stimava per la grande umanità che emanava attraverso le sue storie, disseminate di amore e di insidie. Nel 1916 Charlie Chaplin era già un attore da 600.000 dollari all’anno, una cifra mai vista per un artista fino ad allora quando scritturò la diciannovenne Edna Purviance, facendone la sua primadonna in ben 35 film tra il 1916 e il 1923. Chaplin disponeva di un suo studio personale con relativo staff, una sala per le proiezioni, uffici ed alloggi per gli attori. I due vissero anche un intenso e travagliato legame affettivo, che si mantenne in amicizia anche dopo la fine della passione (1918) e della carriera artistica di lei (accelerata dagli eccessi dell’alcol): Chaplin continuerà a corrispondere con Edna fino alla sua morte, oltre a passarle una paga da attrice. Chaplin non progettava mai nessuna gag, né tanto meno la sceneggiatura. Riusciva a tener in mente un intero film per poi spiegarlo agli attori sul set man mano che lo girava. Nel 1918 decise di mettersi in proprio e passò alla First National, con cui fece dieci film, fino al 1923. Fu proprio la First National, grazie anche all’interessamento del fratello Sydney, ormai suo procuratore, a corrispondergli il favoloso ingaggio di un milione di dollari, cachet mai guadagnato prima da un attore. Nel 1919 Chaplin insieme ad alcuni colleghi fonda la United Artist Corporation, da questo momento in poi curerà da solo ogni fase della sua produzione cinematografica, attorniato da un gruppo di fedelissimi quanto preziosi e competenti collaboratori tra cui spicca Alfred Reeves, già manager della compagnia Karno. Chaplin sposò la giovane Mildred Harris che diede alla luce un bambino, gravemente deformato, che visse solo tre giorni. I due divorziarono nel 1920. Nel 1921 Chaplin lavorò ad una pellicola che lo consacrò definitivamente come star affermata. Dopo diversi travagli, che funestarono le riprese e la fase di post-produzione nel gennaio del 1921, ebbe luogo la prima proiezione ufficiale de Il Monello, che Chaplin diresse e interpretò e nel quale fece debuttare il piccolo grande attore Jackie Coogan.  Dal 1923 al 1952 Chaplin lavorò costantemente per la United Artist e girò otto film, tra i più importanti della sua carriera. Il primo lavoro fu La donna di Parigi nel 1923, primo film nel quale non figurò come interprete ma si ritagliò una piccola comparsa nel ruolo di facchino. Nel 1925 gira La Febbre dell’oro considerato una delle sue opere riuscite. La produzione del film successivo, Il Circo, fu però travagliata a causa dei problemi sorti nella vita privata; in quel periodo divorziò dalla seconda moglie, l’attrice Lita Grey che aveva sposato nel 1924. La coppia aveva avuto due figli: Charlie Chaplin Junior e Sydney. L’affermazione del sonoro colse in contropiede Chaplin, che aveva pensato e costruito Charlot solo per il cinema muto. Chaplin decise di andare avanti proponendo il suo personaggio. Nel 1929, l’assegnazione del suo primo premio Oscar alla carriera lo consacrò come la prima star a vincere tale premio (è a tutt’oggi il più giovane regista ad averlo vinto). Nel 1929 Charlie iniziò a lavorare al nuovo film Luci della città, il sonoro era diventato indispensabile per qualsiasi regista dell’epoca. Sydney, fratello e manager di Charlot, non esito a proporgli l’idea di una pellicola sonorizzata, ma Charlie era molto scettico verso la nuova invenzione e tentò in tutti i modi di restare alla pantomima che lo aveva reso celebre. Chaplin girò nel 1931 Luci della città, film muto accompagnato dalla musica. Fu il primo film di Chaplin con sonoro e musiche sincronizzate. Questa volta la protagonista femminile sarebbe stata Virginia Cherrill, la graziosa ventiduenne bionda avrebbe impersonato una fioraia cieca. Chaplin raccontò di averla conosciuta ad un incontro di boxe nel 1928 e di averla scritturata immediatamente per il suo imminente lavoro. Varie vicissitudini coinvolsero Charlie durante la realizzazione di Luci della città. Una tra le più importanti: la fioraia avrebbe dovuto scambiare il piccolo vagabondo per un milionario ma Chaplin non sapeva come ottenere tale risultato. Prima di trovare tale soluzione rifece la scena svariate volte. Albert Einstein andò alla prima del film negli Stati Uniti in compagnia dello stesso Chaplin: quando gli spettatori li videro, si alzarono in piedi applaudendoli calorosamente. Allora pare che Chaplin abbia mormorato ad Einstein: “Vede, applaudono me perché mi capiscono tutti; applaudono lei perché non la capisce nessuno”. Nel 1932 aveva conosciuto l’attrice Paulette Goddard, che aveva già avuto qualche esperienza marginale nel cinema in parti minori. I due s’innamorano e Paulette recitò con Charles in Tempi Moderni, l’ultimo film in cui compare Charlot. Si sposarono nel 1936 e divorziarono nel 1942. Tuttavia, ancora oggi, esistono dubbi se fra i due ci sia stato un effettivo matrimonio: entrambi rifiutavano di concedere dichiarazioni al riguardo e la Goddard, in lizza per ottenere il ruolo di Rossella O’Hara in Via col Vento, perse per un soffio contro Vivien Leigh perché non fu in grado di dimostrare ai produttori di essere realmente sposata con Chaplin. Il Grande Dittatore fu il primo film sonoro di Chaplin, girato e distribuito negli Stati Uniti poco prima dell’entrata della Seconda Guerra Mondiale. Nel film, Chaplin interpreta due personaggi: Adenoid Hynkel, il dittatore di Tomania, esplicitamente ispirato ad Adolf Hitler, e un barbiere ebreo perseguitato dai nazisti. Dopo la guerra, quando l’internamento e lo sterminio degli Ebrei furono noti, Chaplin dichiarò che non avrebbe realizzato il film se solo avesse potuto immaginare cosa fosse accaduto nei campi di concentramento. Il film ebbe due candidature agli Oscar, come miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura, ma non vinse alcuna statuetta. Fu l’ultima apparizione del “vagabondo”. Il film era una sfida coraggiosa al più potente dittatore dell’epoca, Adolf Hitler, dal quale Chaplin era diviso anagraficamente da soli quattro giorni. L’imitazione caricaturale sottolineava i toni e gli atteggiamenti del führer, come nel discorso alla folla, completamente improvvisata e girato in un’unica scena. Memorabile, oltre che fortemente rappresentativa, la scena nella quale il dittatore danza con il mappamondo sulla musica del preludio del Lohengrin di Richard Wagner. La scelta del luogo di presentazione della pellicola al pubblico fu ponderata. Si puntò su New York, meno influenzata dal clima di destra col quale anche gli Stati Uniti dovevano confrontarsi. La realizzazione del film fu accompagnata dallo sfiorire del rapporto sentimentale tra Chaplin e Paulette Goddard, in procinto di chiedere il divorzio. Durante la lavorazione, nel dicembre del 1939, Chaplin fu anche raggiunto dalla comunicazione della morte improvvisa dell’amico Douglas Fairbanks, che soltanto un mese prima gli aveva fatto visita sul set. Ne fu sconvolto e la perdita del “solo vero amico che abbia mai avuto” come disse Chaplin, rimarrà una profonda ferita per l’attore. Dopo questo film Chaplin interruppe la sua attività cinematografica per sette anni. Charlie Chaplin morì a Corsier-sur-Vevey, in Svizzera, la notte di Natale del 1977 e lì fu sepolto. Tre mesi dopo la sua morte, il 1° marzo 1978, il suo corpo fu trafugato in un tentativo di estorsione ai danni dei suoi familiari. Il piano tuttavia fallì, i malviventi chiesero 600.000 franchi svizzeri. La moglie di Chaplin, Oona O’Neill, difesa dall’avvocato di famiglia Jean-Felix Paschoud, si rifiutò di trattare con dei ladri di cadaveri; i ladri avevano trafugato il corpo di Chaplin perché gli servivano dei soldi per avviare un garage. Furono catturati e la salma venne ritrovata nei pressi del lago di Ginevra. 

 

 

Filmografia  

 

La febbre dell’oro

 

Il grande dittatore

 

Monsieur Verdoux

 

Luci della ribalta

 

Un re a New York

 

La contessa di Hong Kong

 

 

Bibliografia 

 

Charlie Chaplin, My Trip Abroad, New York , 1922

 

Charlie Chaplin, A Comedian Sees The World, New York , 1933

 

Charlie Chaplin, La mia autobiografia,  Milano 1964