Cesare Zavattini

Luzzara (prov. Emilia Romagna), 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989

 

Frequenta le scuole elementari prima a Luzzara ed in seguito a Bergamo dove conseguì la licenza ginnasiale. Terminati gli studi si iscrisse alla Facoltà di Legge dell’Università di Parma, ma la sua passione era la scrittura, nel 1928 intraprese a Parma la carriera giornalistica, lavorando per la Gazzetta di Parma. Nel 1930 si trasferisce a Milano ed inizia a collaborare con vari giornali, inizia una collaborazione con una rivista romana Marc’Aurelio, tenendo una rubrica dal titolo Cinquanta righe circa. Nel 1936 fonda a Milano Il Bertoldo, rivista satirica edita da Rizzoli, di cui fu anche direttore, poi passò alla Mondadori, dove assume l’incarico di direttore editoriale. Diresse il giornale umoristico Settebello. Zavattini fu un autore molto critico verso la società, osservata nei suoi aspetti dolorosi e umoristici, fu un fenomeno nell’ambito della letteratura italiana del Novecento. Oltre al libro Parliamo tanto di me, ricordiamo anche I Poveri sono matti, Io sono il diavolo, Totò il buono, Straparole. Nel 1939 incontra Vittorio De Sica, con cui realizza una ventina di film, tra i quali Sicuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano, Umberto D, Totò il buono. Zavattini fu anche autore di fumetti e poeta, animatore culturale in Italia e all’estero promotore di cooperative culturali e di circoli del cinema, fu anche pittore. 

 

Zavattini Fumettista

 

Cesare Zavattini soggettista fumettistico inizia per caso. Nel 1936 lavorava come direttore editoriale presso Disney Mondadori, un giorno il collega Federico Pedrocchi gli chiese per quale motivo non avesse mai pensato di creare una storia. Lo stesso Pedrocchi si offrì di scriverla sotto dettatura.  Zavattini dichiarò in un'intervista che in quel periodo non c'erano storie e lui, che di fantasia ne aveva, le inventava; se qualche suo collega aveva bisogno di idee, lui era più che contento di dargliele. La carriera di Zavattini vanta tra l'altro la realizzazione di un ciclo dedicato a “Saturno” con la sceneggiatura di Pedrocchi e i disegni affidati a Giovanni Scolari. In questo primo lavoro fumettistico, l'autore si concentra sul genere fantascientifico, già esplorato dai modelli americani. L'episodio Saturno contro la Terra esce per la prima volta nel 1936 sulle pagine dei Tre porcellini, riedito l'anno seguente su Topolino; nelle successive puntate viene inserita la figura di Rebo, uno spietato dittatore di Saturno, pensando di farlo assomigliare a Flash Gordon (personaggio nato dall'ingegno di Alex Raymond), ma senza successo. Rebo, aiutato dal collega traditore Leducq, cerca di muovere guerra contro la Terra, ma si troverà alle prese con le invenzioni di Marcus e il suo assistente Ciro, due scienziati. Il personaggio di Rebo è stato citato da altri autori di fumetti. Zavattini mostra la grande capacità di eludere i canoni «patriottici, eroici e romantici» del regime, nascondendosi dietro storie apparentemente rozze e manifestando al contempo uno spirito pacifista e un invito alla collaborazione dei popoli.

Ma il suo impegno fumettistico non si limita alle guerre stellari con Saturno: crea soggetti per altre storie, sempre sceneggiate da Pedrocchi. Aeroporto Z, non scritto ma probabilmente ideato da lui, viene pubblicato su Topolino; qui i disegni sono affidati a Kurt Caesar, noto in Italia con il soprannome di Cesare Avai. Nel 1937 per Zorro nella metropoli (16 puntate pubblicate tutte nel 1937) lo sceneggiatore è Guido Martina e l'illustrazione è affidata a Walter Molino; ad ospitare il fumetto sono le pagine di Paperino. Questo racconto è una critica dello sfruttamento del lavoro e dell'alienazione dominante nella vita delle grandi città. Pier Lorenzo De Vita illustra La primula rossa del Risorgimento edito nel 1938-39 sempre su Paperino; nei due episodi La compagnia dei sette pubblicati in Almanacco di Topolino nel 1938, Zavattini chiama i vari personaggi con i nomi dei suoi figli. Nel 1947 Zavattini per la prima volta firma uno dei suoi lavori: il fantascientifico Un uomo contro il mondo, sceneggiato da Mario Gentilini (direttore della rivista Topolino), disegnato da Giovanni Scolari. 

 

Filmografia

 

Darò un milione, regia di Mario Camerini (1935)

 

San Giovanni Decollato, regia di Amleto Palermi (1940)

 

Una famiglia impossibile, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1940)

 

E’ caduta una donna, regia di Alfredo Guarini (1941)

 

Teresa Venerdì, regia di Vittorio De Sica (1941)

 

La scuola dei timidi, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1941)

 

4 passi fra le nuvole, regia di Alessandro Blassetti (1942)

 

Quarta pagina, regia di Nicola Manzari (1942)

 

Il biricchino di papà, regia di Raffaello Matarazzo (1943)

 

C’è sempre un ma!, regia di Luigi Zampa (1943)

 

Romanzo a passo di danza, regia di Giancarlo Cappelli (1943)

 

I  bambini ci guardano, regia di Vittorio De Sica (1943)

 

La porta del cielo, regia di Vittorio De Sica (1944)

 

Canto, ma sottovoce, regia di Guido Brignone (1945)

 

La freccia nel fianco, regia di Alberto Lattuada (1945)

 

Biraghin, regia di Carmine Gallone (1946)

 

Un giorno nella vita, regia diAlessandro Blasetti (1946)

 

Sciuscià, regia di Vittorio De Sica (1946)

 

Il marito povero, regia di Gaetano Amata (1946)

 

L’angelo e il diavolo, regia di Mario Camerini (1946)

 

Il mondo vuole così, regia di Giorgio Bianchi (1946)

 

Roma città libera, regia di Marcello Pagliero (1946)

 

Caccia Tragica, regia di Giuseppe De Santis (1947)

 

Ladri di Biciclette, regia di Vittorio De Sica (1948)

 

Vent’anni, regia di Giorgio Bianchi (1949)

 

Le mura di Malapaga, regia di Renè Clèment (1949) 

 

Il cielo è rosso, regia di Claudio Gora (1950)

 

E’ più facile  che un cammello ….., regia di Luigi Zampa (1950)

 

Prima comunione, regia di Alessandro Blasetti  (1950) 

 

Miracolo a Milano, regia di Vittorio De Sica (1950)

 

Bellissima, regia di Luchino Visconti (1951)

 

Mamma mia, che impressione!, regia di Roberto Savarese (1951)

 

5 poveri in automobile, regia di Mario Mattoli (1952)

 

Il cappotto, regia di Alberto Lattuada (1952)

 

Roma ore 11, regia di Giuseppe De Santis (1952) 

 

Umberto D, regia di Vittorio De Sica (1952)

 

Buongiorno, elefante!, regia di Gianni Franciolini (1952)

 

Un marito per Anna Zaccheo regia di  Giuseppe De Santis (1953) 

 

Stazione Termini , regia di Vittorio De Sica (1953) 

 

Siamo donne, registi vari (1953)

 

La passeggiata, regia di Renato Rascel (1953)

 

L’amore in città, registi vari (1953)

 

La cavallina storna di Giulio Morelli (1953)

 

Donne proibite, di Giuseppe Amato (1953)

 

Piovuto dal cielo, regia di Leonardo De Mitri (1953) 

 

Alì Babà, regia di Jacques Becker (1954)

 

L’oro di Napoli, regia di Vittorio De Sica (1954)

 

Il tetto, regia di Vittorio De Sica (1955) 

 

La ciociara, regia di Vittorio De Sica (1960)

 

Rat (La guerra), regia di Veljko Bulajić (1960) 

 

Il sicario, regia di Damiano Damiani (1960)

 

Il giudizio universale, regia di Vittorio De Sica (1961)

 

La lunga calza verde, regia di Roberto Gavioli (1961)

 

Le italiane e l’amore, registi vari (1961)

 

Boccaccio ‘70, episodio La riffa, regia di Vittorio De Sica (1962) 

 

I sequestri di Altona, regia di Vittorio De Sica (1962)

 

Il boom, regia di  Vittorio De Sica (1963)

 

Ieri, oggi, domani, regia di Vittorio De Sica (1963) 

 

Matrimonio all’Italiana, regia di Vittorio De Sica (1964)

 

Un mondo nuovo, regia di Vittorio De Sica (1965)

 

Caccia alla volpe, regia di Vittorio De Sica (1966)

 

Le streghe, episodio Una sera come le altre, regia di Vittorio De Sica (1967)

 

Sette volte donna, regia di Vittorio De Sica (1967) 

 

Amanti, regia di Vittorio De Sica, (1968)

 

I girasoli, regia di Vittorio De Sica (1969)

 

Lo chiameremo Andrea, regia di Vittorio De Sica (1972) 

 

Una breve vacanza, regia di Vittorio De Sica (1973)

 

Il viaggio, regia di Vittorio De Sica (1974)

 

La veritaaaà, regia di Cesare Zavattini (1982) 

 

 

Premi e riconoscimenti 

 

Nastri d’argento

 

Il tetto

 

Prima Comunione

 

E’ primavera….

 

Ladri di Biciclette 

 

Nomination al Premio Oscar

 

Sciuscià

Ladri di biciclette

Umberto D