Download
Bengasi.pdf
Documento Adobe Acrobat 78.9 KB

Bengasi (film)

 

Trama 

 

Nella Bengasi del 1941 infuria la guerra. Mentre i cittadini italiani fuggono dalla città perché le truppe d'invasione inglesi avanzano in suolo italiano, il capitano Enrico Berti trafuga dei documenti importanti da casa sua e costringe la moglie Carla, che ha origini ungheresi, a fuggire insieme al figlioletto Sandro di  quattro anni. Ma durante l'esodo su un camion insieme ad altri coloni, gli inglesi bombardano e il bimbo muore tra le braccia della madre Carla perché il camion si è ribaltato. Enrico perde un braccio durante un attacco e viene fatto prigioniero dagli inglesi. All'ospedale riceve la visita della moglie che però non ha il coraggio di raccontargli della morte del loro figlio. Enrico, dopo essere guarito, finisce in  un campo di prigionia inglese insieme ad altri compagni d'armi. Intanto a Bengasi Filippo Colleoni diventa interprete dei soldati inglesi che hanno invaso la città. In realtà è un ufficiale di stato maggiore dell'esercito italiano che si finge interprete per scoprire i piani bellici delle truppe britanniche. S'innamora di Giuliana, una ragazza conosciuta durante l'esodo dei coloni. Una vecchia contadina cerca il figlio di cui non si hanno più notizie dopo una battaglia. Finalmente lo trova dopo molte ricerche ma ha perso la vista durante il combattimento. Arrivati a casa la contadina scopre che il marito è stato ucciso da dei soldati inglesi ubriachi perché voleva impedire agli invasori di rovinargli le coltivazioni. Intanto Enrico evade dal campo di prigionia in cui era rinchiuso, ritorna a Bengasi e scopre dalla moglie Carla l'amara verità sulla morte del figlio Sandro. Nel frattempo un soldato italiano sbandato trova rifugio in una casa di tolleranza di Bengasi dove s’innamora della prostituta Maria chiamata da tutti Fanny.

 

Un giorno i soldati inglesi perquisiscono la casa nella speranza di trovare dei soldati italiani. Il soldato viene nascosto da Fanny e non viene trovato. Enrico comincia a collaborare con Filippo (che è stato aggredito in un rifugio antiaereo da cittadini italiani perché ritenuto una spia degli ufficiali britannici) per scoprire i piani degli inglesi. Dopo alterne vicende, Filippo viene scoperto dagli inglesi ed arrestato mentre Bengasi viene minata dagli inglesi in ritirata e molti dei suoi edifici distrutti. Al ritiro delle truppe inglesi i cittadini italiani scendono per le strade ad accogliere le truppe italiane e tedesche, festeggiando e sventolando le bandiere del Regno d'Italia e quelle naziste. Le autorità italiane della città annunciano solennemente da un balcone che Bengasi è ritornata a far  parte del regno d'Italia.

 

 

Note cinematografiche

 

Paese di produzione: Italia Anno: 1942

 

Durata: 90 min Colore : B/N Audio : Sonoro

 

Genere: drammatico, guerra Regia: Augusto Genina

 

Soggetto: Augusto Genina

 

Sceneggiatura : Ugo Betti, Alessandro De Stefani, Augusto Genina, Edoardo Anton

 

Produttore: Film Bassoli

 

Distribuzione; Tirrenia

 

Fotografia: Aldo Tonti Montaggio: Fernando Tropea

 

Musiche: Antonio Veretti

 

Scenografia: Salvo D’Angelo, Cesare Baietti

 

 

Attori 

 

Fosco Giachetti

Amedeo Nazzari

 

Maria Tasnady

Vivi Gioi

 

Laura Redi

Guido Notari

 

Anna Arena

 

Giulia Panicali

 

Silvio Bagolini

 

Gabriele Ferzetti

 

Edda Soligo

 

Emilio Petacci

 

Galeazzo Benti

 

Gugliemo Sinaz

 

Carlo Duse

 

Ugo Sasso

 

Antonio Marietti

 

 

Francesco Pasinetti nelle pagine di Cinema del 25 settembre 1942 « Non è certo Bengasi un film istintivo fatto di slancio e di fantasia, ma dosatissino e sapiantemente organizzato allo scopo di raggiungere un fine di propaganda. L'opera ha un suo piglio vigoroso. La società produttrice ha messo a disposizione del regista tutti i mezzi, non badando a spese. È stato ricostruito a Cinecittà un intero quartiere di Bengasi, con interni lussuosi e masse enormi per gli esterni. Il bollettino pubblicitario del film ci fa sapere che sono stati impiegati 500 quintali di chiodi. Genina anziché scegliere gli interpreti dalla strada li ha scelti tra un vasto gruppo di attori professionisti, guidandoli con maestria che gli e propria...»

 

Premiato con la Coppa Mussolini alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 1942. 

 

Bibliografia

 

Francesco Savio - Ma l'amore no. Realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime (1930-1943) - Milano, Sonzogno, 1975.

 

Catalogo Bolaffi dei registi italiani. Mino Caudana, recensione su Film del 14 marzo 1942

 

Guido Piovene, recensione su Il Corriere della Sera del 6 settembre 1942